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PERFORMANCE

Catania/ORATORIO PER EVA

second step from project Transiti Humanitatis
nuova creazione per la compagnia zappalà danza
 
 
da un’idea di
Nello Calabrò e Roberto Zappalà
 
coreografia e regia
Roberto Zappalà
 
interpreti:
 
danza e collaborazione
Maud de la Purification
 
al violino
Giovanni Seminerio
 
voci
Quintetto Zefiro
 
in scena
dieci corpi in transito
 
musiche:
 
musiche originali
Giovanni Seminerio
 
altre musiche
Claudio Monteverdi,
Madrigali (dal libro II “Non si levava ancora l’alba novella”, “E dicea l’una sospirando allora” ,“Non m’è grave il morir”)
 
luci, scene e costumi
Roberto Zappalà
 
realizzazione scene e costumi
Debora Privitera
 
 
direttore tecnico
Sammy Torrisi
 
produzione e tour manager 
Maria Inguscio
 
il progetto Transiti Humanitatis è una produzione
compagnia zappalà danza – Scenario Pubblico international choreographic centre Sicily
 
in collaborazione con
– Teatro Garibaldi/Unione dei Teatri d’Europa (Palermo)
– Impulstanz – Vienna International Dance Festival
– Teatro Comunale di Ferrara
– Teatro Massimo Bellini(Catania)
 
con il sostegno di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Siciliana Ass.to al Turismo
 
Oratorio per Eva è, dopo “Invenzioni a tre voci”, la seconda tappa del progetto Transiti Humanitatis; ulteriore cammino di un percorso che avrà come stazione d’arrivo, a fine 2015, la produzione I am beautiful.
 
Creazione per sola danzatrice, violino e un ensemble di voci barocche, il transito in questione parte da una dichiarata e onesta riformulazione di un vecchio progetto sulla sofferenza del corpo rivisto da una diversa angolazione e prospettiva, sia scenica che concettuale. Con la figura di Eva, al contempo personaggio biblico e emblematica prima donna, danzatrice e donna di oggi, si vuole “raccontare” una nascita che è sofferenza e liberazione, dolore e consapevolezza, bellezza e affermazione di sé; un passo ulteriore per tracciare un aspetto fondamentale dell’umanità e della sua bellezza.
Un parto che dal paradiso porta al caos dell’umanità, in una genesi di secondo grado dove la vera nascita di Eva e dell’umanità è quella del dopo la cacciata dal paradiso terrestre; è quella della consapevolezza, della parola e del racconto.
La danza si impossessa delle parole di Mark Twain, tratte da “Il diario di Eva”, che sfumano in maniera impercettibile in quelle della danzatrice/interprete, per incorporarle letteralmente in sé, facendole diventare corpo in movimento.
Attraverso una danza spigolosa ma anche tenera, dolce e anche violenta, scopriamo gli smarrimenti e le paure, i dubbi e le certezze di un’Eva simbolica e reale che si trasfigura nella danzatrice che la interpreta / rappresenta, e nella donna; in ogni donna. In ognuno.
 
Alla fine della replica domenicale "INCONTRIAMO I COREOGRAFI" l’usuale momento di ascolto, confronto e dibattito con i protagonisti dello spettacolo.